Data

01 agosto 2023

Cultural Heritage, Decorative Arts and Design è il Master per la generazione di designer che vuole costruire il futuro senza dimenticare il passato.

“Non esiste il passato, tutto è simultaneo, nella nostra cultura esiste solo il presente, nella rappresentazione che ci facciamo del passato e nell’intuizione del futuro.”

E’ da questa citazione di Gio Ponti che è nato il Master in Cultural Heritage, Decorative Arts and Design. Rispondendo alla richiesta del mercato formando figure come:

 

Designer di comunicazione visiva per organizzazioni culturali o agenzie di design. Responsabile della creazione di materiali di comunicazione visiva come brochure, manifesti, siti web o campagne pubblicitarie, che promuovono e valorizzano il patrimonio culturale.

 

Designer di ambienti storici: progettazione e ricostruzione di ambienti storici. Lavorare su progetti di restauro architettonico o collaborare con team di progettazione per creare ambienti storici accurati e autentici, ad esempio per film, serie televisive o produzioni teatrali.

 

Designer di prodotti culturali: creazione di oggetti ispirati al patrimonio culturale. Sviluppo di prodotti come souvenir, articoli di design ispirati a reperti storici o oggetti d'arte ispirati a tradizioni culturali specifiche.

 

Progettista di installazioni artistiche: creazione di installazioni artistiche che integrano il patrimonio culturale con l'arte contemporanea. Lavorare su progetti che coinvolgono la valorizzazione di siti storici attraverso interventi artistici o la creazione di opere d'arte che riflettono sulla storia e l'identità culturale di un luogo.

 

Consulente di design per il patrimonio culturale: fornire servizi di consulenza a istituzioni culturali, organizzazioni governative o progetti di conservazione. Integrare elementi di design ed estetica in progetti di valorizzazione e promozione del patrimonio culturale.

 

Art director e liberi professionisti in genere capaci di lavorare su linguaggi diversi (ad esempio tessuto, ceramica, vetro, pelle) inquadrando prima e reinterpretando poi l’heritage storico di un particolare prodotto così da ampliarne, oggettivarne e riconsiderarne gli aspetti valoriali e formali che lo connotano.

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